Astra Lost in Space: recensione Manga

Preparatevi a un emozionante viaggio nello spazio in cui non mancheranno i colpi di scena

di Demi98

“Dunque morirò qui? Ho paura… Non pensavo che restare da soli nello spazio potesse essere così spaventoso.”


A quasi un anno dall’annuncio sui social, giunge finalmente al termine la pubblicazione di Astra Lost in Space, manga fantascientifico scritto e disegnato da Kenta Shinohara ed edito in Italia da Edizioni Star Comics. La scampagnata intergalattica del gruppo B5 si è conclusa ed è arrivato il momento di tirar le somme su questa mini serie di 5 volumi, senza dubbio una delle migliori degli ultimi anni.
 
In un futuro prossimo, viaggiare nello spazio è la normalità. I liceali Kanata e Aries partono insieme ad altri sette compagni per un campeggio planetario organizzato dalla scuola. Pieni di entusiasmo per la loro prima avventura tra le stelle, i ragazzi arrivano a destinazione, ma sul pianeta si ritrovano coinvolti in un incidente inatteso… Prende così il via un’odissea fantascientifica che li vedrà impegnati in una dura lotta per la sopravvivenza!
 
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“L’esplorazione dello spazio ci permetterà di vedere cose che non abbiamo visto prima e che forse avremmo dovuto.” - Neil Armstrong

Parlare di questa serie sarebbe impossibile senza aprire una parentesi sul suo autore, Kenta Shinohara. Probabilmente il suo nome non vi dirà granchè, ma sappiate solo che in passato ha lavorato come assistente di Hideaki Sorachi in Gintama, ed in solitaria su Sket Dance, uno slice of life che vede come protagonisti un trio di liceali che risolve i casi degli studenti in difficoltà, arrivato anche da noi grazie a Planet Manga. È un mangaka versatile e poliedrico, con uno stile di disegno a dir poco spaziale (concedetemi il gioco di parole): il design sempre accattivante dei suoi personaggi, sia maschili che femminili, e gli sfondi ricchi di dettagli risaltano infatti grazie al suo tratto netto, pulito e ben definito e difficilmente troverete tavole realizzate male o confusionarie. Le sue abilità però non si limitano al disegno: l’autore è in grado di mescolare senza troppa fatica più generi fra loro e di dar vita a storie mai noiose e altamente intriganti.

Fortunatamente, questa componente è presente anche in Astra Lost in Space, il cui punto forte è sicuramente il mistero: dietro a quella che all’apparenza sembra una semplice gita scolastica si nasconde molto di più e la risposta a tutte le domande la si trova solamente andando avanti con la storia, che fra l’altro vi riserverà non pochi colpi di scena.
 
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“La bellezza del cosmo è data non solo dalla unità nella varietà, ma anche dalla varietà nell'unità.” – Umberto Eco

Per via di circostanze inizialmente poco chiare, il gruppo di liceali si trova quindi costretto ad intraprendere un’odissea nello spazio, nella speranza di riuscire a tornare a casa sani e salvi prima che finiscano cibo e rifornimenti. Il cast della serie è più che variegato, sebbene alcuni personaggi siano abbastanza stereotipati. Abbiamo Kanata, il ragazzo atletico e coraggioso che non penserà mai due volte prima di andare incontro a dei rischi pur di salvare la vita di un amico, e Aries, la ragazza poco sveglia ma dal cuore d’oro e con un’ottima memoria visiva. Poi ci sono Zack, il secchione del gruppo, e Quitterie, la tsundere della serie: i due sono figli rispettivamente di uno scienziato e di un medico, ma sono amici d’infanzia profondamente legati tra loro. Seguono Ulgar, il lupo solitario, e Luca, solare e socievole, così come Charce, affascinante e chiacchierone diversamente da Yun-hua, che è invece timida e riservata; ad accompagnarli ci sarà anche Funicia, sorella minore di Quitterie che parla tramite un simpatico pupazzetto che porta sempre con sé.

Persone completamente diverse fra loro si trovano dunque a far fronte comune pur di riuscire a stanare il traditore che si nasconde all’interno del gruppo e ha intenzione di ostacolarli, e sopravvivere a questa situazione, che li vede catapultati a 5012 anni luce dal pianeta di partenza senza cibo e rifornimenti ma carichi di sogni e speranze, con l’intenzione di riscattarsi da tutto e tutti una volta tornati a casa.
 
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“L’universo è fatto di storie, non di atomi” - Muriel Rukeyser

Astra Lost in Space gode di una narrazione episodica decisamente accattivante: in 5 volumi il gruppo di liceali sarà costretto a far sosta presso 5 pianeti (i cui nomi, piccola chicca, sono in realtà anagrammi di parole inglesi che richiamano l’atmosfera della serie) in cui dovranno essere recuperate provviste a sufficienza per continuare il viaggio e, malgrado questo ciclo sia abbastanza ripetitivo, non risulta mai noioso. Pianeta dopo pianeta, si scoprono nuovi indizi che permetteranno ai personaggi, ed in primis al lettore, di collegare tutti i tasselli del puzzle e risolvere così tutti i misteri della serie, tra cui l’identità del traditore e le origini di Aries.

Con l’avanzare della storia i personaggi crescono, maturano e si affezionano l’un l'altro: quelli che in precedenza si dimostravano chiusi col resto del gruppo riescono ad aprirsi, facendosi carico del peso dei loro passati e spronati a tener duro dai loro compagni di viaggio. Non manca nemmeno la componente romantica, sebbene quest’ultima sarebbe stato meglio che venisse approfondita un po’ di più per certi personaggi.
 
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“Se fossimo soli l'immensità sarebbe davvero uno spreco.” – Isaac Asimov

Anche le cose belle possono nascondere dei difetti ed è un vero peccato rendersi conto del potenziale sprecato che avrebbe reso la storia ancora più gradevole in alcuni punti. Quando il gioco si fa duro infatti, a risolvere le situazioni critiche saranno sempre i soliti personaggi e alcuni di loro saranno quasi del tutto inutili ai fini della trama. Ovviamente non tutti hanno le capacità fisiche per combattere o le conoscenze necessarie per guidare astronavi e risolvere altri casi. Si presuppone inoltre che questi altri personaggi abbiano contribuito in diversi modi a rendersi utili, ma il vero eroe di questa storia è Kanata: lui sarà l’unico che combatterà e si precipiterà al salvataggio dei compagni (merito anche delle sue capacità fisiche) e sempre lui risolverà la maggior parte dei misteri che avvolgono questa storia, aiutato da Zack, che sin dall’inizio della storia gli farà da braccio destro.

Buona parte dei personaggi restanti si limiterà quindi a semplici “comparse” negli archi narrativi a loro dedicati rimanendo zitti e buoni per il resto del tempo. Fortunatamente corrono in soccorso i 4-koma alla fine dei volumi, che cercheranno più o meno di sistemare le situazioni dando più spazio anche a chi se lo meritava e ne ha avuto meno rispetto agli altri.
 
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“La cosa più incredibile riguardo all'universo è che sia comprensibile.” – Albert Einstein

Di questi tempi è veramente raro trovare una serie con una conclusione coerente con sé stessa ma soprattutto completa e per nulla affrettata, e fortunatamente, Astra Lost in Space può vantare un ottimo finale: non solo viene data una risposta a tutti gli interrogativi della serie ma viene mostrato anche ciò che accade ai protagonisti alla fine della storia, senza alcuna esclusione. Il manga termina nella maniera più giusta e regala un’esperienza unica. Bisogna essere però consci del fatto che questa non sia una serie per tutti: chi si è avvicinato pensando di imbattersi nel nuovo ArmageddonInterstellar o qualsiasi altro tipo di storia survival, probabilmente ne rimarrà deluso e il tipo di comicità su cui fa leva l’autore potrebbe non essere apprezzata da tutti.

Ciò nonostante, non si può far altro che consigliarvi vivamente la lettura, complice la splendida edizione italiana realizzata da Star Comics su cui è necessario spendere qualche parola. I 5 volumi godono infatti di sovraccoperta e pagine a colori e, inoltre, il primo numero in edizione limitata è contenuto in un cofanetto atto a raccogliere l’intera serie, con la possibilità di inserire sia la versione limited che la standard del primo volume e per il quale sono state utilizzate illustrazioni molto belle.
 
Astra Lost in Space è completo, coerente con sé stesso ed unico nel suo genere. Volume dopo volume è impossibile non farsi trascinare dall’alone di mistero che circonda gli avvenimenti della serie, ma la sua natura poliedrica permetterà a chiunque di apprezzarla indipendentemente dai gusti personali.
 
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